Thursday, January 03, 2008

Studente fa domande scomode a Kerry

MIAMI - Arrestato perché faceva troppe domande al senatore John Kerry e poi immobilizzato con una pistola elettrica. Andrew Meyer è il 21enne protagonista di un video-choc che sta sollevando molte polemiche. Ieri, in occasione di un dibattito all'università della Florida, Meyer, usando il microfono che era stato messo a disposizione degli studenti, aveva iniziato a rivolgere una serie di domande al democratico Kerry, sconfitto da George W. Bush nel 2004 nella corsa alle presidenziali. Alcune anche scomode: "Perché non ha chiesto l'impeachment di Bush?", e ancora "Ha mai fatto parte della società segreta Skull & Bones?" (ispirata a rituali massonici).

Il video mostra chiaramente che mentre Meyer sta parlando rivolto a Kerry, due poliziotti intervengono per allontanarlo con energia dal microfono. Di fronte alle resistenze e allo stupore del giovane, i poliziotti, diventati 4, si fanno sempre più decisi e cercano di farlo uscire dalla sala, tra gli sguardi degli altri universitari, che restano seduti.

GUARDA IL VIDEO

Il ragazzo, ammanettato, continua ad urlare "aiuto, aiuto", e "cosa ho fatto"?. La scena è ripresa da alcune televisioni locali, ma anche da alcuni studenti. Dopo essere stato buttato in terra e ammanettato, gli agenti minacciano di usare il potente Taser, in grado di immobilizzare una persona. E' troppo tardi: il poliziotto schiaccia il bottone, tra le urla del ragazzo. "Ha usato il tempo massimo a disposizione, nonostante gli avessimo chiesto di terminare il suo intervento - ha dichiarato il portavoce dell'università Steve Orlando - Gli abbiamo dapprima tolto l'audio, poi ha iniziato a diventare nervoso". In sottofondo, mentre il ragazzo viene ammanettato, si sente il senatore che dice: "Va bene, fatemi rispondere alle sue domande". Secondo quanto riferito dalla polizia, Meyer è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e disturbo della quiete.

L'università, da parte sua, ha avviato un'indagine interna: "Cercheremo di capire se sono state seguite tutte le procedure del caso, in particolare riguardo all'uso del Taser". Gli amici di Meyer, attraverso il suo sito ufficiale, hanno invitato gli studenti a manifestare, per chiedere la sua liberazione immediata.

(18 settembre 2007)

Thursday, November 29, 2007

Gb, si cercano nuovi James Bond con gli spot alla radio

A.A.A., James Bond cercasi disperatamente. Volenterosi, in gran numero, ma senza licenza di uccidere. L’annuncio corre via etere ed è del MI6, il servizio segreto britannico, rimasto a corto di agenti. I vertici del controspionaggio di Londra hanno pensato bene di avviare una grande campagna di reclutamento "per rafforzare la base dello staff" e rapportarsi meglio "alle minoranze etniche della comunità a cui ci si rivolge". Per ottenere risultati concreti, il MI6 si è rivolto al programma "Newsbeat" di Radio1. Una voce camuffata, per tutelare l’identità dell’agente coinvolto, illustra le linee generali dell’attività di intelligence e pubblicizza il servizio, descrivendone i pregi e i sacrifici richiesti.

Nessun dettaglio, invece, viene fornito sul numero dei nuovi agenti da ingaggiare né sullo stipendio. Di certo - riferisce oggi il Guardian - c’è solo che il MI6, per l’anno 2007, ha avuto a disposizione 200 milioni di sterline per l’attività di circa 2.000 persone. Un gruppo evidentemente considerato troppo esiguo per far fronte a tutte le moderne minacce alla sicurezza della comunità internazionale. E sebbene il ’glamour’ di James Bond abbia fatto scuola, i requisiti richiesti saranno naturalmente ben altri. Il MI6, infatti, recluta in particolare nuovi agenti in grado di comprendere e parlare l’arabo, il persiano, l’urdu, il cinese e lo spagnolo, ma anche "funzionari operativi" in grado di segnalare con prontezza nemici del Regno Unito, o presunti tali. E pazienza se non si possiede un curriculum accademico brillante.

È un requisito considerato non necessario. Per sapere se si è adatti al lavoro basta svolgere un test sul sito internet del servizio: chi sarà capace di acquisire in due minuti tutte le informazioni fornite su un paese immaginario, la Transeuratania, e riuscirà a rispondere in dieci secondi a ciascuna domanda su di esso, potrebbe essere il nuovo James Bond. Quello vero.

Sudan, in carcere per aver chiamato Maometto l'orso di pezza

I giornali inglesi oggi riportano con una certa enfasi la «disaventura», chiamiamola così, occorsa a una insegnante britannica, Gillian Gibbons, in Sudan, e ne fanno uno spunto di riflessione negli stessi giorni in cui il Paese si appresta a decidere un codice di condotta condiviso che regolerà l’attività delle oltre 1.500 moschee del Regno Unito con l’obiettivo mirato di sconfiggere l’estremismo islamico.
Tra le proposte, elaborate autonomamente dai gruppi di lavoro di quattro associazioni islamiche e anticipate dal Times, ci sono l’ammissione non ostacolata delle donne all’istruzione religiosa e alla direzione delle moschee, la condanna della violenza domestica e dei matrimoni combinati in quanto «non islamici» e l’inserimento di iniziative promotrici di pace e integrazione sociale.
Un Islam avviato al dialogo e all'integrazione che stride ancora di più con quel che è successo in Sudan a Gillian. La donna, 54 anni, è insegnante alla Unity High School di Khartoum, una scuola privata aperta nel 1902. Vi era arrivata a luglio, decisa a cambiar vita dopo la separazione dal marito. Entusiasta dal luogo e della gente, almeno fino a quando non è stata arrestata e incriminata per vilipendio all’Islam e incitamento all’odio. Accuse che potrebbero costarle sei mesi di carcere, una multa e una quarantina di frustate. La sua colpa: aver permesso ai suoi allievi, bambini di sei anni, sia cristiani che musulmani, di chiamare Mohammed, Maometto, un orsetto di pelouche, l'intramontabile teddy bear caro a generazioni di bimbi di cultura anglosassone e non.
In Sudan, come in tutti i paesi islamici, se urli Mohammed (o una delle sue infinite varianti) per strada, si girano in mille. Avere lo stesso nome del Profeta, infatti, è considerato onorevole e di buon augurio, per un essere umano. Ma chiamare così un orso di pezza diventa «offesa all'Islam», in base all’articolo 125 del codice penale sudanese, o quanto meno in base al'interpretazione che ne ha dato uno zelante pm locale. In base al ragionamento che, se del profeta è probito effigiare il volto, figuriamoci «incarnarlo» in un teddy bear.
La povera Gillian si è resa così colpevole. Colpevole di aver iniziato, come era solita fare in Gran Bretagna, un corso sul regno animale, partendo dall'orso. Colpevole di aver chiesto a una delle sue allieve di portare in classe l'orsacchiotto prediletto e di aver invitato la classe a «battezzarlo». Colpevole di aver accettato l'esito del referendum quando i bambini, 20 su 23, una maggioranza bulgara, hanno scelto proprio quel nome, lì, Maometto, e non, che so, Hassan o Abdullah. Colpevole di aver proposto che l'orso Maometto «trascorresse» un weekend con ognuno dei bambini, incaricati di tenere un diario dell'evento, con tanto di foto. E' stato proprio uno di questi diari, il titolo era «Il mio nome è Maometto», finito nelle mani di alcuni pii genitori, a dare il via alla denuncia e ai guai di Gillian.
In sua difesa, naturalmente, si è mobilitato l'intero governo britannico, minacciando un incidente diplomatico se la meastra non verrà prosciolta. E si sono anche mobilitati, a dire il vero, anche alcuni musulmani, come lo scrittore e psichiatra Russel Razzaque, e Shahid Malik, il primo politico musulmano ad avere assunto un incarico ministeriale nel governo.
Si spera, e ci si augura, che la cosa finisca in nulla. Ma qualcuno dovrà spiegare cosa è successo al piccolo Mohammed, uno degli allievi di Gillian. Lui ora è preoccupatissimo perché, ha confessato, era stato lui a proporre di chiamare l’orsetto con il suo, comunissimo, nome, Maometto, appunto.

Si salvano scrivendo ''help'' sulla sabbia

Non capita tutti i giorni di finire naufraghi su un'isola sperduta dell'Australia: ma questo è quanto capitato a tre sfortunati (ma nemmeno troppo) australiani. I tre (due ragazze di 22 e 24 anni e un ragazzo di 35) stavano facendo una gita con una barca partendo da Heron Island, al largo delle coste nord orientali dell'Australia.

sos

I malcapitati, forse per un'avaria alla barca, forse per altri motivi ancora poco chiari, si sono dovuti frermare su un'isola sconosciuta senza radio, senza alcun mezzo di soccorso. Fortunatamente, in casi disperati come questo, l'ingegno umano si attiva: così i nostri hanno pensato di scrivere un enorme HELP sulla sabbia, sperando di essere visti dall'alto. Così è stato: perché i soccorsi sono arrivati come sperato. Un piccolo aereo inviato proprio alla loro ricerca ha visto la grande richiesta di aiuto dall'alto.

La cosa buffa, almeno per noi che non abbiamo vicino isolette sperdute nell'Oceano, è che parrebbe queste cose siano frequenti in Australia, tra i turisti e non solo. Tanto che gli elicotteri-ambulanza, o meglio i "Flying Doctors", consiglierebbero, a chi si trovasse sperduto su un isolotto deserto sconosciuto senza alcuna possibilità di comunicazione, di scrivere un grosso SOS sulla spiaggia. Il consiglio sarebbe di scriverlo molto grande, ovviamente, ma anche con delle pietre, poiché la sabbia, con il vento, rischia di volare via e non essere visibile.

Pare che questo genere di situazione avvenga spesso anche (e soprattutto) nel deserto. Tanto che i Flyng Doctors avrebbero scritto un manuale di sopravvivenza, consultabile anche in rete.
I nostri tre amici conoscevano quest'informazione e, quindi, a memoria hanno trasformato un SOS in Help, oppure davvero il pericolo aguzza l'ingegno?

Sospesi dieci dipendenti Ama

Divampa la polemica politica. L´opposizione chiede che il cimitero torni al Campidoglio
Serena, la psicolabile protagonista della vicenda è stata accolta in una casa famiglia
Sospensione immediata per dieci dipendenti dell´Ama. E´ la prima "sentenza" della commissione d´inchiesta dell´azienda municipalizzata sulla sconcertante vicenda di Serena, la donna psicolabile che si prostituiva in una tomba del cimitero del Verano e che si era specializzata in incontri a luci rosse con gli autisti degli autobus, tanto da distribuire a piene mani un inquietante biglietto da visita. La protagonista di questa storia a luci rosse è ora ospite di una casa famiglia del comune e l´assessore alle politiche sociali Raffaela Milano le ha promesso tutto l´aiuto possibile del Campidoglio. «Sono già arrivate offerte di solidarietà da Ama e Trambus e alcune proposte di lavoro oltre che di risarcimento» spiega la Milano mentre la polemica politica divampa e l´opposizione spara a zero sulla gestione dei servizi cimiteriali chiedendo che l´Ama si faccia da parte.
L´annuncio delle sospensioni (anticamera del licenziamento) nell´attesa dei primi e inevitabili provvedimenti penali è stato dato ieri dal presidente dell´Ama, Giovanni Hermanini. «Aspettando che gli organi di polizia ci forniscano i risultati della loro indagine abbiamo aperto un´inchiesta interna. La sospensione è un provvedimento amministrativo che mira a tutelare l´immagine dell´azienda - precisa Hermanin - i dieci dipendenti sono quelli potenzialmente coinvolti nell´episodio del Verano». Il presidente dell´Ama ha spezzato una lancia a favore dei lavoratori e ha escluso che all´interno dell´azienda ci siano atteggiamenti di omertà ricordando anche che «nell´ultimo anno e mezzo l´Ama ha portato avanti un grande lavoro di accertamento di fenomeni gravi all´interno del Verano come quello dell´abusivismo. Fenomeni che sono stati colpiti con licenziamenti e arresti».
Sulla storia di Serena, ha aggiunto l´assessore Raffaela Milano, il comune si costituirà parte lesa perché l´episodio ha avuto riflessi negativi per l´amministrazione capitolina. «Il sindaco ci ha chiesto di accertare tutte le responsabilità di questa vicenda che io considero orribile perché una donna è stata vittima di abusi per la sua fragilità - dice Raffaela Milano - non dobbiamo dimenticarci che i lavoratori Trambus e Ama sono stati protagonisti di episodi importanti sul piano sociale e rischiano di essere macchiati in modo vergognoso». Intanto, però, si pensa a dotare il cimitero monumentale di un circuito di video sorveglianza, promesso da tempo. Dal canto suo, il presidente di Trambus, Raffaele Morese, promette tolleranza zero coi dipendenti coinvolti: «Stiamo lavorando coi vigili urbani per individuare i soggetti coinvolti, poi saranno avviate le procedure per un provvedimento drastico». Ma nel frattempo è l´ora delle polemiche. Fabio Sabbatani Schiuma ("La Destra") auspica che la gestione del Verano torni al Comune mentre Samuele Piccolo (An) parla di «interventi del Campidoglio fuori tempo massimo». «Dall´opposizione arrivano richieste assurde - replica Pino Battaglia (Pd) - e del resto non abbiamo chiesto le dimissioni di Casini e Cesa quando un loro deputato è stato coinvolto in un festino a base di sesso e droga».

Sei tecnostressato?

Il profilo del tecnostressato è molto semplice da delinerare: la passione e/o la presenza di tecnologia sovrasta la qualità della vita rendendo l'individuo alquanto incapace di rinunciare e/o convivere con ciò che di nuovo viene proposto sul mercato.

Ben l'80% degli italiani ne soffre e, visto i numeri del mercato della telefonia cellulare in Italia, non c'è da stupirsi di tale primato.
La ricerca che ha portato a tale risultato è stata condotta da Netdipendenza Onlus e si intitola "L'impatto del tecnostress nella Mobile Work-Life Management."
Lo tecnostress è un fenomeno tenuto sott'occhio tanto che lo stesso presidente di Netdipendenza, il giornalista Enzo di Frenna, ne ha scritto un libro intitolato "Tecnostress in azienda"; la community Always On ne ha parlato in un incontro a Milano nel corso di MobileWorkLife 2007.

In poche parole il tecnostressato ha difficoltà di concentrazione, deficit di attenzione, attacchi di panico, incubi, crisi di rabbia e di tanto in tanto si assenta dal posto di lavoro; lavora con il pc, e Internet, per 9-12 ore al giorno ed è totalmente incapace di gestire il flusso di modernità tecnologica imposta dalla società odierna.

Come combatterlo? Enzo di Frenna consiglia una formazione mirata e innovativa. Bisogna comprendere meglio i meccanismi di funzionamento della mente umana e l’impatto che il sovraccarico informativo può avere sulla salute. Sul blog segnala tipi di soluzioni già praticate come la meditazione, l’attività sportiva, l’abitudine a pause rigeneranti e le tecniche olistiche

Thursday, October 18, 2007

L'annuncio online di una 25enne che si definisce "bellissima e superficiale"



"HO 25 anni, sono superficiale e di una bellezza spettacolare. Cerco un marito che guadagni almeno 500mila dollari l'anno". Il messaggio è apparso qualche settimana fa su NewYork.Craigslist, il sito di annunci gratuiti online sotto la voce "donna cerca uomo". Un annuncio tra i tanti, che ha però ricevuto la risposta di un presunto banchiere che lo ha definito "un affare poco conveniente".

Nel testo la giovane chiedeva consigli su come trovare un marito ricco e si giustificava dicendo: "So che può suonare male, ma tenete presente che vivere con un milione l'anno a New York vuol dire appartenere al ceto medio, quindi non penso di esagerare con la mia richiesta".

"Ho frequentato un uomo d'affari che guadagna tra i 200 e i 250mila dollari, ma una simile cifra equivale a un blocco stradale che non ti fa arrivare nemmeno a Central Park West" aggiungeva la pretendente nel messaggio, facendo domande del tipo: "Dove si trovano i ricchi single?".

Fin qui l'annuncio dell'anonima aspirante, che ha però ricevuto la risposta di un banchiere di Wall Street che ha valutato l'offerta e l'ha seccamente rifiutata. Il misterioso uomo d'affari, che dice di pagare le bollette, offre alla giovane una analisi della sua proposta, descrivendola come un "chiaro e semplice affare schifoso".

"In termini economici, io non posso che incrementare i miei guadagni mentre è assolutamente certo che tu non rimarrai bellissima" ha scritto il banchiere. "Sei una risorsa che non può che svalutarsi, io sono invece un bene in crescita". Quindi ha spiegato: "Tu adesso hai 25 anni e rimarrai attraente per i prossimi cinque anni, ma sempre meno ogni anno che passa. La tua bellezza comincerà a sbiadire. Non è quindi un buon affare 'comprarti' - che è quello che chiedi - sarebbe meglio affittarti" ha concluso il misterioso banchiere.

Mentre la donna ha rimosso l'annuncio da Craigslist con la relativa risposta, è diventato ora uno scherzo diffuso soprattutto a Wall Street quello di mandare email con l'annuncio e la risposta del banchiere. Invece di rimanere anonimo, l'autore della risposta ha infatti firmato con il suo nome e la compagnia per cui lavora, che appartiene alla divisione investimenti della JPMorgan Chase.

Brian Marchiony, portavoce della JPMorgan Chase ha dichiarato che nessun dipendente della banca ha mandato quella email e che la firma è finita accidentalmente quando ha allegato l'annuncio in un messaggio che ha inoltrato a un amico ed è finito sul blog.

Craigslist non ha voluto commentare lo scambio di messaggi, ma un portavoce del sito ha detto al New York Times che "tutto fa pensare che l'annuncio sia stato fatto sinceramente".

Friday, October 12, 2007

Invito su Youtube,la festa degenera. Gb, centinaia picchiano padrone di casa

Doveva essere una festicciola in casa tra adolescenti in un tranquillo sobborgo del Wiltshire, in Inghilterra. Ma un messaggio video su Youtube l'ha trasformata in un incubo. L'invito preparato da un giovane è finito in rete e alla porta si sono presentati quasi duecento giovani che volevano partecipare alla festa. Rimasti fuori di casa i giovani si sono scatenati contro il ragazzo ed il padre picchiandoli a sangue.

Doveva essere una tranquilla serata in casa, controllata a vista dai genitori del giovane che aveva organizzato tutto, un 16enne. Il padre e la moglie avevano pensato di lasciare un po' soli i ragazzi ed andare a mangiare un boccone poco lontano prima di tornare casa a guardare un dvd al piano di sopra, per non disturbare la festa. Avevano chiesto al figlio maggiorenne di gestire la situazione, ma appena un'ora dopo aver lasciato casa il ragazzo li ha chiamati allarmato: decine e decine di ragazzi di tutte le scuole della città si erano presentati chiedendodi entrare.

Le richieste si sono presto trasformate in un vero assedio che quando il ragazzo e suo padre hanno cercato di respingere è degenerato in un pestaggio. Il ragazzo è stato portato in ospedale con un'eliambulanza per una sospetta lesione alla colonna vertebrale, mentre suo padre è stato medicato per le numerosi contusioni al volto. Per assaltare il mobile bar i vandali hanno devastato il salone e quando la moglie è riuscita a portare il marito e il figlio in casa e a chiudere la porta è cominciata una fitta sassaiola contro le loro finestre. All'arrivo della polizia, gli aggressori erano già fuggiti.

Rossetti «al piombo» negli Usa

NEW YORK - Una significativa quota di rossetti commercializzati negli Stati Uniti conterrebbe piombo in una concentrazione «sorprendentemente alta» secondo quanto riferito dai responsabili della «Campagna per cosmetici sicuri» dopo un test condotto su 33 rossetti rossi di marca da parte del gruppo «Bodycote Testing Group» di Santa Fe Spring, in California. Secondo le analisi il 61 percento dei rossetti analizzati conterrebbero una quantità di piombo contiene livelli di piombo da 0,03 a 0,65 parti per milione (ppm). Tra i rossetti sottoposti a verifica ci sono anche marchi famosi, come L'Oreal Colour Riche «True red», L'Oreal Colour Riche «Classic Wine», Cover Girl Incredifull Lipcolor «Maximum Red» e Dior Addict «Positive Red». Un terzo dei rossetti sottoposti a test contiene una quantità di piombo che supera il limite fissato dalla Food and Drug Administration (l'ente americano che controlla farmaci e alimenti) di 0,1 ppm per le caramelle - un tetto fissato per proteggere i bambini dall'ingerire piombo. Il 39% dei rossetti testati non presentano tracce rilevabili di piombo, sempre secondo quanto riferisce il gruppo, che ha specificato che in marchi non particolarmente costosi come Revlon, non ci sono livelli di piombo evidenti.
Il piombo può causare disturbi all'apprendimento, al linguaggio e problemi comportamentali come prestazioni ridotte a scuola e un aumento di atteggiamenti aggressivi. Le donne gravide e i bambini sono particolarmente vulnerabili all'esposizione al piombo.

LIMITI MASSIMI - Tuttavia, sebbene i rossetti vengano spesso ingeriti la Fda non ha mai stabilito un livello massimo consentito per questo metallo nei cosmetici in questione.
La Fda «ha stabilito strette limitazioni per i livelli di piombo presenti nei colori utilizzati per i rossetti» ha precisato John Bailey, vicepresidente della Science Cosemtic, Toiletry an Fragrance Association, «e i prodotti identificati nella campagna non superano questi livelli».
«Il piombo si accumula nell'organismo nel tempo e i rossetti sono usati più volte al giorno, aumentando significativamente l'esposizione al metallo» ribatte Mark Mitchell, presidente della Connecticut Coalition for Envirmental Justice intervistato dalla Cnn.« E' fondamentale che i produttori rivedano la formula dei loro prodotti», ha aggiunto Stacy Malkan, una delle fondatrici del gruppo. «E' possibile creare dei rossetti senza il piombo e tutte le compagnie dovrebbero farlo». I test sono stati condotti da un laboratorio indipendente su rossetti acquistati a Boston, Minneapolis, Hartford e San Francisco.

UNIPRO:«NESSUN PROBLEMA PER CONSUMATORI ITALIANI » - «Nella UE e nel nostro Paese questo ingrediente è vietato nei cosmetici» fa sapere con una nota Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche. «L’Unione Europea, e quindi l’Italia, attraverso la Direttiva Cosmetici, vieta l’utilizzo di piombo quale ingrediente nei rossetti e in tutti i prodotti cosmetici. L’uso degli ingredienti presenti nei cosmetici è regolato da rigide norme sia nazionali che comunitarie (in particolare dalla Direttiva Cosmetici 76/768/CEE e successive modifiche) e i prodotti cosmetici sono soggetti ad analisi scientifiche e stretti controlli di sicurezza prima della loro immissione sul mercato. L’eventuale presenza di tracce minime e accidentali in questi prodotti, come quelle rilevate in Usa, non rappresentano alcun pericolo» prosegue la nota. «Nonostante le continue accuse nel corso degli anni, il piombo non è aggiunto ai cosmetici intenzionalmente. Il piombo è un elemento naturale comune che si può trovare ovunque nell’ambiente. I consumatori sono quotidianamente esposti al piombo ogni volta che mangiano, bevono acqua e respirano aria. La quantità media alla quale una donna potrebbe essere esposta usando dei cosmetici , come i rossetti, è mille volte inferiore rispetto alla quantità con cui verrebbe in contatto mangiando, respirando e bevendo l’acqua. Inoltre, come ha affermato in relazione a questo caso la Cosmetic, Toiletry and Fragrance Association (l’associazione delle aziende cosmetiche americane) “I prodotti identificati nel report Campaign for Safe Cosmetics (CSC) rispettano i severi limiti FDA per i livelli di piombo consentiti nei colori utilizzati per i rossetti" e sono quindi sicuri».

Droga: cocaina in tavole da surf, polizia sequestra 20 kg

Arrestate a Roma sei persone
(ANSA) - ROMA, 10 OTT - Cocaina nascosta in tavole da surf. Lo ha scoperto la polizia di Roma, che ha sequestrato 20 kg di droga e arrestato sei persone. L'accusa e' di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Le tavole da surf sono giunte a Roma su un camper partito dalla Spagna che gli agenti hanno seguito per migliaia di chilometri attraverso la frontiera spagnola e francese.

Generale «in gita» a Passo Rolle con l’elicottero

TRENTO. Viaggi in aereo ed elicottero, un carico di pesce fresco caricato sull’Atr della Guardia di finanza per essere recapitato a Passo Rolle. L’ultima bufera che ha investito Roberto Speciale, ex comandante generale delle fiamme gialle, passa per il Trentino. A scoperchiare la vicenda della «gita in montagna» è stato il quotidiano «La Repubblica», che ha diffuso sul suo sito anche un video del viaggio di Speciale: la procura militare ha già aperto un fascicolo, ma anche la procura ordinaria, quella di Trento, sta valutando i contenuti dell’articolo di Carlo Bonini. Gli accertamenti verranno affidati ai carabinieri.
Cosa ci faceva Roberto Speciale a Passo Rolle? Ogni anno la scuola alpina della guardia di finanza, che al Rolle ha la sua sede, organizza i campionati invernali del corpo, aperti alle regioni alpine (oltre ad Abruzzo e Sicilia) che annoverano una sezione di soccorso alpino. E’ consuetudine che il comandante generale faccia visita alla truppa almeno una volta durante la settimana in cui si svolgono le gare.
Il generale Speciale per la sua visita, secondo quanto riportato dal quotidiano «La Repubblica», avrebbe fatto le cose in grande: viaggio con l’Atr delle fiamme gialle fino all’aeroporto di Bolzano, passaggio sull’elicottero Ab 412 e trasferimento a Passo Rolle, con amici e signore impellicciate al seguito. Il tutto ripreso da un operatore della guardia di finanza che ha poi montato un video, riferito al viaggio effettuato nel febbraio del 2005, quando era in corso l’edizione numero 55 dei campionati invernali di sci del corpo.
Ma l’episodio più discusso riguarda il presunto utilizzo dell’aereo (destinato, ovviamente, a scopi istituzionali) per il trasporto a Bolzano di un carico di spigole: insomma, pesce di mare destinato - secondo quanto riportato da «Repubblica» - alla cena del generale Speciale e dei suoi invitati. Un carico in verità mai arrivato a destinazione a causa del maltempo che impedì all’aereo militare l’atterraggio nel capoluogo altoatesino: le spigole si fermarono a Verona, con buona pace di tutti.
Apriti cielo. La vicenda ha scatenato ieri un vespaio a livello politico, con richieste di chiarimento da parte di molti parlamentari sull’utilizzo dei mezzi della Guardia di Finanza. Recentemente il generale Speciale è stato al centro di una durissima polemica con il ministro dell’economia Padoa-Schioppa e con il suo vice Vincenzo Visco: una vicenda che ha portato l’alto ufficiale a chiedere un risarcimento di cinque milioni di euro per le parole pronunciate in parlamento dai due politici.
La procura militare ha già aperto un fascicolo sulla «gita in montagna» del generale, invitando il giornalista Carlo Bonini come persona informata sui fatti. Ma ora anche la procura ordinaria, quella di Trento, competente territorialmente, sta valutando attentamente il contenuto dell’articolo di «Repubblica»: gli accertamenti sul viaggio di Speciale saranno affidati ai carabinieri.
In tutta questa storia la guardia di finanza trentina non c’entra nulla. Anzi, a suo tempo l’arrivo in pompa magna del comandante generale Roberto Speciale aveva fatto storcere il naso a più di un militare. «Ci chiedono di fare le pulci ai contribuenti, poi si presentano a Passo Rolle in aereo e in elicottero», avevano mormorato a suo tempo nei corridoi di via Romagnosi, dove si trova la caserma delle fiamme gialle.

«Stupratore ma ha un’attenuante: è sardo»

SENTENZA CHOC - BUFERA SU UN VERDETTO
Sollevate critiche unanimi da rappresentanti politici e dal mondo della cultura

Fatto di cronaca al dir poco scandaloso devo dire!!!!
CAGLIARI. Sconcertante, vergognosa, sessista, razzista, offensiva, inaccettabile. Piovono strali a catinelle per le attenuanti «etniche e culturali» che un giudice di Hannover ha concesso a Maurizio Pusceddu, cagliaritano di 29 anni, colpevole di aver tenuto segregata l’ex fidanzata lituana, e di averla picchiata, violentata, torturata e umiliata per giorni. Ma, come si legge testualmente nella sentenza: «Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato. È un sardo».
Ragion per cui: «Il quadro del ruolo dell’uomo e della donna, esistente nella sua patria deve essere tenuto in considerazione come attenuante». Risultato: condanna a sei anni (con sconto di due per la sardità). Sollevazione unanime contro la «solita» Germania, con richiesta di scuse ufficiali. E il Codacons che annuncia: «Presenteremo al tribunale tedesco un esposto contro il giudice chiedendo di procedere per “ingiuria aggravata” nei confronti dei sardi». «Siamo in presenza di uno straordinario, forse irraggiungibile, esempio di razzismo contemporaneo» sostiene il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi. Il sassarese Mario Segni parla di «offesa per la giustizia e per la Sardegna». E Francesco Cossiga sceglie la strada del sarcasmo: «Mi sembra una sentenza saggia. Se una donna è legata ad un uomo è giusto che questi possa esercitare i suoi diritti».
Laconico il commento di Renato Soru: «Gli imbecilli esisitono». Il presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu, ricorda che non esiste «alcuna cultura sarda di segregazione e di violenza sulle donne». Il leader indipendentista Gavino Sale la definisce «frutto dell’ignoranza della cultura e della storia sarda». E il segretario nazionale del Partito sardo d’Azione, Efisio Trincas, ricorda che «I sardi sono stati sempre vittime di questi pregiudizi, ma pensare che ancora permangano ci disgusta. Pensavo che le teorie lombrosiane del delinquente nato caratterizzato da specifici tratti somatici, fosse ormai sepolte da un secolo, invece a quanto pare il giudice di un paesino della Bassa Sassonia ne è ancora condizionato». Sconcerto anche del consigliere regionale Maria Grazia Caligaris (Sdi): «Un giudice che accorda uno sconto di pena a uomo per un reato di violenza nei confronti di una donna adducendo motivazioni etnico-culturali rivela solo un becero animo maschilista». In Parlamento la protesta è vibrante e trasversale. «Ha dell’incredibile ed è frutto dei pregiudizi che ancora esistono» dice Amalia Schirru dell’Ulivo. Per Elettra Deiana e Daniela Dioguardi di Rifondazione la sentenza è «razzista e sessista». An e Forza Italia intanto chiedono che il Governo ottenga le scuse della Germania. «La sentenza denota soltanto grande ignoranza. Il Governo chieda spiegazioni» dice Carmelo Porcu (An). Gli fa eco l’azzurra Isabella Bertolini: «Il Governo deve chiedere scuse per una sentenza che offende il nostro Paese». E per Carolina Lussana (Lega) «Più che la decisione di un Tribunale europeo, sembra quella di un Tribunale ispirato dalla sharia islamica». Indignazione anche nel mondo della cultura. «La trovo una sentenza agghiacciante, sono quasi senza parole - commenta lo scrittore Marcello Fois - ma come si può avere un concetto simile dei sardi? Su quali elementi si basa un tale assurdo pregiudizio? E comunque è come se un tribunale sardo riconoscesse attenuanti a un antisemita tedesco, in quanto cresciuto in un ambiente razzista. Follia pura, insomma». «Una vera e propria imbecillità lombrosiana - attacca lo scrittore Salvatore Niffoi - cercare un alibi etnico-culturale per un giovane violentatore rappresenta questa sì una vera violenza nei confronti delle donne sarde e di un’isola che ha tra le sue divinità ancestrali la Terra madre, cioè uno dei simboli più alti della femminilità». Dello stesso avviso Gigi Riva: «Follia della sentenza a parte - sottolinea l’indimenticato bomber - decrivere i sardi come un popolo dedito alla violenza è da ignoranti. La violenza i sardi l’hanno sempre subita. Queste notizie sono dolorose, e mi riportano a brutti ricordi del passato, quando si diceva “ti mando in Sardegna” come se fosse una punizione. Luoghi comuni che nascondono il fatto che tutti i problemi che quest’isola ha avuto e continua a avere dipendono solo dal fatto che lo stato italiano l’ha sempre dimenticata».

Semafori truffa, blitz a Milano

MILANO - Al semaforo il giallo era troppo veloce. E questo serviva a far volare gli introiti della società che gestisce gli impianti di fotorilevazione delle multe. Più automobilisti finivano immortalati dalle macchinette T-red, più soldi finivano nelle casse della società vincitrice della gara d'appalto, la Scae. È la tesi alla base dell'esposto, firmato da centinaia di automobilisti, che ha fatto partire le indagini della procura di Milano sui semafori di Segrate, comune dell'hinterland milanese. Su richiesta del pubblico ministero Alfredo Robledo, titolare delle indagini, la Guardia di finanza ha sequestrato i cinque apparecchi che regolano il tempo dei semafori, i "vampiri rossi", come li ha battezzati la gente del posto. E nel registro degli indagati sono finiti, per turbativa d'asta, falso materiale e abuso d'ufficio, quattro persone: il comandante della polizia municipale, Lorenzo Giona, un funzionario dei vigili, Dario Zanchetta, Raul Cairoli, della Citiesse e Luigi Lucchini della Scae.

Non è la prima volta che in Italia si aprono indagini sui comandi di polizia municipale e sulle società che gestiscono le fotorilevazioni, contestate in varie regioni - dal Lazio alla Puglia, dalla Toscana all'Umbria - anche da prefetti e giudici di pace. Un servizio delle "Iene" aveva denunciato un episodio simile a Perugia. Nel caso di Segrate sott'accusa, negli esposti dai cittadini e da associazioni come Federconsumatori, sono i tempi del giallo, la fase cioè tra il via libera del verde e il rosso che impone lo stop.

Non esiste, per ora, una norma che dica quanto debba durare lo spazio tra il rosso e il verde ma una circolare del ministero dei trasporti di luglio, pubblicata sul sito Internet poliziamunicipale. it, dà delle indicazioni di massima, ricavate da uno studio del Cnr, il consiglio nazionale delle ricerche. La "determinazione dei tempi di giallo" indica durate di 3, 4 o 5 secondi: dipende dalla velocità di arrivo dei veicoli agli incroci che può essere, rispettivamente, di 50,60 o 70 chilometri all'ora. "Nella pratica - è scritto nella circolare ministeriale - si adottano generalmente tempi fissi di 4 e 5 secondi, rispettivamente su strade urbane ed extraurbane". Non si escludono, in alcuni casi, durate diverse, "ferma restando la durata minima di 3 secondi". Al minimo consentito per legge, si attengono quasi tutti i semafori delle città italiane: tre secondi a Roma, per esempio, all'intersezione tra via Cristoforo Colombo e circonvallazione Ostiense. Idem a Napoli (Riviera di Chiaia angolo Santa Maria in Porto), a Firenze (viale Guidoni, via Piagentina, lungarno Colombo) a Bologna (gli incroci di via San Donato), a Torino, a Milano (via Sforza e via porta Romana).
A Segrate, le contestazioni sono nate per i tempi del giallo sulla Cassanese, una strada ad alta percorrenza: circolano 62 mila veicoli al giorno in entrambi i sensi.

Ma il problema è anche la gara d'appalto: a vincerla è stata la Scae, una ditta di Segrate con la quale il Comune ha firmato un contratto che da un lato prevede, per l'azienda, introiti da 200mila euro all'anno, dall'altro assicura una percentuale sulle multe pari al 25 per cento: secondo gli automobilisti che hanno presentato l'esposto, da novembre, le contravvenzioni sono state 40 mila e gli utili per l'azienda superiori. Secondo l'accusa, inoltre, il Comune avrebbe deciso ancor prima della gara d'appalto di dotarsi degli impianti T-Red. Ma la ditta vincitrice non aveva i requisiti per fornirli. Adriano Alessandrini, sindaco di Segrate replica che "il sistema funziona, incidenti e multe si sono ridotti al minimo".

Wednesday, September 05, 2007

In volo dentro Google Earth

Roma - L'ha scoperto un giovane studente sudafricano il piccolo grande segreto dell'ultima versione di Google Earth rilasciata pochi giorni fa: un vero e proprio simulatore di volo, comprendente due velivoli molto diversi tra loro come l'F-16 e il più modesto aereo da turismo SR22, che consente letteralmente di volare attraverso le mappe satellitari raccolte e messe a disposizione da BigG.

Con una semplice combinazione di tasti (Ctrl + Alt + A su Windows, Cmd + Opt + A su Mac - occhio alla lettera maiuscola) si accede ad una finestra di dialogo, che permette di scegliere velivolo da usare e da dove partire: per iniziare è consigliabile optare per il più maneggevole SR22 e dare lentamente manetta con il tasto Pagina Su per decollare. Si può anche optare per iniziare il volo dal punto di osservazione dove ci si trovava prima di richiamare il simulatore. La lista completa dei comandi da usare è disponibile qui.

Un'immagine.. al voloL'esperienza è piuttosto realistica, completa di tutte le funzioni di un vero aeroplano: carrello, flap, timone ed alettoni. Manca l'audio, ma sarebbe aspettarsi davvero troppo da quella che in fondo non è altro che una sorta di "technology preview": un esempio di quella che potrebbe essere una funzione integrata ufficialmente nella prossima versione di Google Earth, e che aggiungerebbe un altro soldato alla guerra dichiarata da BigG a Microsoft nel campo del software.

Oltre al simulatore di volo, nella versione 4.2 di Google Earth ha fatto il suo debutto un'altra funzione: Google Sky. Una volta raggiunta la località desiderata, basta un semplice clic su una icona della barra degli strumenti per iniziare l'esplorazione del cielo così come sarebbe visibile da quella latitudine e logitudine. Il programma si avvale delle immagini di Hubble Space Telescope e del celebre strumento di Monte Palomar per illustrare le meraviglie dello spazio profondo, grazie alla presenza dei riferimenti per i principali cataloghi degli oggetti celesti.

E se sembra intollerabile a questo punto fare a meno di Google Earth quando si è lontani da un accesso alla rete.. niente paura: un ingegnere egiziano ha inventato Voyager, un'applicazione disponibile solo per piattaforma Windows che consente di scaricare da Google Earth le informazioni inerenti la zona da visitare in maniera sistematica, direttamente nella cache del programma. Le istruzioni per l'utilizzo del software sono disponibili qui.

In questo modo Google Earth può trasformarsi in un vero e proprio navigatore stradale, a patto di dotare il proprio PC di una antenna GPS, con il vantaggio di impiegare autentiche mappe fotografiche satellitari che illustrino il territorio.

Arriva il sismografo per monitorare il cuore

Chi l'ha detto che i sismografi servono solo per registrare i fenomeni sismici? Oggi sarà presentato al congresso europeo di cardiologia a Vienna un 'sismografo del cuore'. Una macchina in grado di monitorare in tempo reale le funzionalita' del cuore dei pazienti cardiopatici e di trasmetterle, grazie a un sistema wireless, direttamente al medico.

Un vero e proprio sismografo in grado di registrare i segnali e i sintomi precursori dello scompenso cardiaco. Da qui inizia la trasmissione dei dati con un SMS o e-mail al medico, che valutata la nuova condizione del paziente, fornisce assistenza e all'occorrenza regola il dispositivo o la terapia farmacologica.

"Questa macchina consente il contatto continuo tra dottore e assistito" ha spiegato Massimo Santini, cardiologo dell'ospedale San Filippo Neri di Roma. In Italia il dispositivo e' stato già sperimentato con successo in un progetto pilota che ha coinvolto circa 100 pazienti di alcuni dei principali ospedali italiani: l'Ospedale San Carlo Borromeo, l'Istituto Auxologico, l'Ospedale Niguarda Ca' Granda a Milano, a Pavia e' stato coinvolto il Policlinico San Matteo mentre a Roma l'Ospedale San Filippo Neri.

Tuesday, September 04, 2007

Un hacker beffa Apple: "crackato" l'iPhone

Un hacker di diciassette anni si è fatto beffa di Steve Jobs, guru di Apple e inventore dell'iPod. George Hotz, studente del New Jersey, è riuscito a intervenire sulla scheda Sim dell'iPhone, cellulare in fase di lancio che integra funzioni multimediali e una schermo sensibile al tatto, che negli Stati Uniti ha come fornitore esclusivo di servizi di telefonia At&t. Il metodo messo a punto da Hotz, fresco di maturità e in attesa di cominciare il suo primo anno di college, consente di utilizzare il telefono anche con la rete di T-Mobile, principale concorrente di At&t, o al di fuori degli Stati Uniti, come un qualsiasi telefono su rete Gsm. T-Mobile è l'unica compagnia negli Usa i cui standard sono compatibili con il gadget della Apple.

Il teenager ha impiegato tutte le sue vacanze per capire come sostituire la scheda Sim in dotazione al telefono con una scheda di T-Mobile, l'unico altro operatore in grado di supportare le funzionalità dell'iPhone. In una intervista all'emittente Msnbc ha ammesso di avere passato molte notti in bianco nel tentativo di risolvere l'enigma dell'iPhone. È riuscito nel suo intento con l'aiuto di altri quattro hacker conosciuti online, due abitano in Russia. Potenza del Web 2.0, l'internet del social networking. Hotz ha descritto il procedimento sul suo blog (http://iphonejtag.blogspot.com/). «Non c'è nulla di illegale - ha poi spiegato a Msnb - le leggi americane consentono di fare la modifica in maniera legittima, se si è in grado di farlo».

L'operazione non è alla portata di chiunque: richiede un paio d'ore di lavoro e abilità informatiche e di saldatura. Hotz ha già messo in vendita online uno dei due telefoni che è riuscito a "crackare": il suo iPhone è stato già valutato circa 2.000 dollari, quattro volte il prezzo della versione base in commercio a 499 dollari. Hotz si vanta di essere il primo ad aver utilizzato sull'iPhone una scheda diversa da quella in dotazione.

Ma attenzione: esistono altri stratagemmi per ottenere lo stesso risultato e non richiederebbero neppure la necessità di aprire il telefono e intervenire sui chip. Basta solo un software, iPhoneSimFree (si può ottenere contattando il sito www.iphonesimfree.com). Il programma è recensito dal sito internet specializzato Engadget e consente, secondo quanto spiegato, di cambiare semplicemente i parametri della Sim-card per utilizzare il telefono con provider Gsm diversi da At&t, negli Stati Uniti e all'estero.

Modificare le «playstation» è un reato


LA SENTENZA - TUTELATO IL DIRITTO D’AUTORE

La Cassazione annulla l’assoluzione di un commerciante altoatesino
BOLZANO. Vendere microchip in grado di modificare l’utilizzabilità di una consolle elettronica costituisce reato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha annullato una sentenza assolutoria della Corte d’appello di Bolzano nei confronti del titolare di una ditta specializzata della Bassa Atesina finita nel mirino della Sony che contestava la violazione del «diritto d’autore».
I fatti in questione risalgono al 2002. La riforma legislativa in materia di pirateria e contraffazione di supporti informatici è dell’anno successivo. Proprio per questo motivo al commerciante altoatesino di microchip era stato contestato il reato di violazione delle norme sul diritto d’autore. I giudici bolzanini avevano mandato assolto l’imputato ma ora la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza rimandando gli atti ad un’altra sezione della Corte d’appello. Al centro della vicenda c’era la possibilità di modificare le capacità elettroniche della Playstation 2 messa in commercio dalla Sony. Con i microchip messi in commercio dall’imputato la consolle in questione si trasformava in un vero e proprio personal computer, una «bomba» iper tecnologica in grado di leggere non solo in videogiochi ufficiali, autorizzati Sony, ma anche quelli «taroccati», masterizzati o scaricati da internet. La Sony si era sempre opposta in sede legale ad ogni manipolazione della consolle con l’obbiettivo di ottenere di avere un completo controllo-monopolio sui giochi venduti. I giudici di Bolzano non avevano però accolto le tesi dei legali del colosso informatico giapponese. Ora la Corte di Cassazione ha ribaltato la situazione.
Al di là delle innovazioni tecnologiche che portano sempre più a prodotti informatici, digitali e multimediali fruibili da chiunque - spiegano i giudici della terza sezione penale della Cassazione - rimane un concetto di base che è quello della protezione del prodotto messo in commercio e quindi del diritto d’autore da difendere. Pertanto anche se cambiano i prodotti, come in questo caso, e non esiste un richiamo specifico della legge alla nuova tecnologia, in base all’art.171 della legge 633 è punibile «chiunque produce, utilizza, importa, detiene per la vendita, pone in commercio, vende noleggia o cede a qualsiasi titolo sistemi atti ad eludere, decodificare o rimuovere le misure di protezione del diritto d’autore o dei diritti connessi». Questa formulazione, sottolineano infine i giudici della Suprema Corte, comprende anche l’elusione o rimozione dei sistemi di protezione integrati fra supporto informatico e l’apparato destinato ad essere utilizzato. Nel corso del giudizio di merito l’imputato si era invece difeso sostenendo che la vendita del microchip fosse legittima partendo dal presupposto che chi acquista un bene (la playstation) ha il diritto di farne quello che vuole.

Allora vi segnalo questo sito dove si parla della modifica da soli!
Io la playstation non ce l'ho ma se vi interessa ecco:
http://web.tiscali.it/cassa/dasolo.htm

Sunday, August 19, 2007

Le 25 leggi più strane del mondo

La classifica stilata dal "Times"


LONDRA. Paese che vai, legge che trovi. Come quelle ridicole o comunque strane che ha scovato il "Times" in giro per il mondo. Sapevate, ad esempio, che in Francia è proibito chiamare un maiale "Napoleone" o che in Alabama è proibito avere gli occhi bendati mentre si guida? Ma anche che a Miami, in Florida, non si può fare skateboard in una stazione della Polizia, mentre nel Vermont una moglie deve avere il permesso scritto dal marito per farsi mettere i denti finti?

Norme insolite, in una classifica tutta da leggere. E, ovviamente, da ridere:
1) La testa di una balena morta trovata sulle coste inglesi appartiene al Re, mentre la coda è della Regina (nel caso in cui ne avesse bisogno per farsi fare un busto).
2) In Bahrain, un ginecologo maschio può visitare una donna, ma non può guardarle direttamente le parti intime e le può vedere solo attraverso il riflesso di uno specchio
3) A Londra, è illegale fermare un taxi e salirci sopra se si ha la peste
4) Nel Vermont, le donne hanno bisogno del permesso scritto del marito per mettere i denti finti
5) A Boulder, in Colorado, è illegale uccidere un uccello entro i confini della città, come pure possedere un animale domestico: legalmente parlando, gli abitanti di Boulder sono esclusivamente "pet minders", ovvero badanti degli animali
6) Nella città di York si può uccidere uno scozzese all’interno delle antiche mura della città, ma solo se questi ha in mano arco e frecce
7) A Chester, gli uomini gallesi non possono entrare in città prima dell'alba e restarvi dopo il tramonto
8) Nel Kentucky, non si può portare un'arma di nascosto lunga più di 6 piedi (182 centimetri)
9) In Florida, le donne non sposate che fanno paracadutismo di domenica rischiano la galera
10) In Gran Bretagna, un uomo che si trova costretto a urinare in pubblico, lo può fare solo se mira alla ruota posteriore della sua auto e tiene la mano destra sul veicolo
11) In San Salvador, gli autisti ubriachi possono essere uccisi da un plotone di esecuzione
12) A Londra i "Freemen" (onorificenza medievale) possono condurre le pecore giù per il London Bridge senza pagare alcun dazio e possono inoltre portare le oche lungo il Cheapside
13) In Inghilterra, tutti gli uomini al di sopra dei 14 anni devono esercitarsi due ore al giorno con l’arco
14) In Indonesia, la pena per la masturbazione è la decapitazione
15) A Miami, in Florida, è illegale andare con lo skateboard in una stazione di Polizia
16) Nel Lancashire, nessuno può incitare un cane ad abbaiare, dopo che un poliziotto gli ha intimato di smettere
17) In Inghilterra, una donna incinta può partorire da sola, dove vuole. Perfino, se lo desidera, nel casco di un poliziotto
18) Le navi della marina inglese che entrano nel porto di Londra devono rifornire con un barile di rum il governatore della Torre di Londra
19) In Ohio, è contro la legge prendere un pesce azzurro
20) In Alabama, è illegale per un autista guidare bendato
21) Secondo le leggi inglesi sull’evasione fiscale del 2006, è illegale non dire a un agente del fisco qualcosa che voi non volete che lui sappia, sebbene non dobbiate dirgli qualcosa che non pensate che lui debba sapere
22) In Francia, è proibito chiamare un maiale "Napoleone"
23) È considerato tradimento mettere il francobollo raffigurante il Re inglese capovolto
24) Non si può morire in Parlamento
25) È proibito per un taxi di Londra trasportare cani rabbiosi o salme